• Maria Giovanna Cogliandro

Un prete, un uomo per bene

Ha scelto di rinunciare al suo respiratore per salvare la vita di qualcun altro, qualcuno più giovane e, come lui, risultato positivo al Coronavirus. Qualcuno che neppure conosceva. È morto sacrificandosi per il prossimo, Don Giuseppe Berardelli, 72 anni. È morto da prete, da cristiano, è morto da uomo per bene. Perché prima di essere ministri di Dio, i sacerdoti sono uomini. La carità di Don Giuseppe è senz'altro maturata insieme alla sua vocazionema è nata con lui. Non tutti i preti avrebbero deciso di morire al posto di qualcun altro, per di più sconosciuto. Ci sono, però, quei preti che, come ha ricordato qualche giorno fa Papa Francesco, "sanno che non si deve fare il Don Abbondio" di fronte "all'emergenza del Coronavirus". Don Abbondio è l'emblema della vocazione alla comodità, della mancanza di fegato, dell'egoismo. Don Giuseppe ha dimostrato di essere l'esatto contrario di tutto questo. In un paesino della Bergamasca, tra le zone più colpite da un'epidema che, silente e beffarda, sta cancellando un'intera generazione, ha scelto di regalare un pezzettino della sua vita a chi non ha vissuto abbastanza. Nessun funerale per lui, così come per le migliaia di morti di questi giorni astroci. Non esiste niente di peggio al mondo che morire soli, senza qualcuno che dalla morte vorrebbe strapparti. A salutare Don Giuseppe vi è stato, però, il lungo, commosso e fiero applauso dei suoi concittadini.

Il Coronavirus sarà anche un killer efferato e disumano ma non riuscirà mai a uccidere il buon esempio degli uomini per bene.



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