• Maria Giovanna Cogliandro

Un illegittimo attacco alle opposizioni?

Aggiornamento: 16 apr 2020



Non serve certo un avvocato all'avvocato degli italiani. Però sento il dovere di schierarmi dalla sua parte, non contro Salvini e Meloni che riescono miserabilmente a farsi fuori con le loro stesse mani, ma contro le posizioni assunte da chi si aggrappa con forza a un perbenismo farfugliante e isterico. C'è chi sostiene che il premier Giuseppe Conte non avrebbe dovuto approfittare di un collegamento a reti unificate per sferrare un attacco all'opposizione, avrebbe dovuto limitarsi a illustrare i provvedimenti alla base del nuovo Dpcm.

Punto primo, il presidente del Consiglio aveva annunciato già dal mattino che sarebbe intervenuto in conferenza stampa per chiarire la sua posizione rispetto al MES, quindi non solo era palese sin da subito che il Dpcm non sarebbe stato l'unico punto discusso nel corso del collegamento, ma anche che si vedeva costretto, nonostante lo avesse fatto fino allo sfinimento, a ribadire la sua posizione a chi per un'intera nottata aveva tentato di oscurarla a colpi di fake news.

Secondo punto. Non si è trattato di un attacco, né tanto meno di un abuso di replica a Salvini e Meloni. Io la chiamerei più una tirata d'orecchie da maestro delle elementari a chi è senza "grano salis" - per usare un'espressione cara allo stesso premier - e nell'irresponsabile e inesauribile campagna elettorale rischia di far saltare un'importante trattativa con l'Europa. Qui non si sta giocando a chi racimola più like sui social, qui c'è una nazione da portare in salvo.

È stato anche detto che Salvini e Meloni hanno agito da opposizione e, come si sa, il dovere di un'opposizione consiste nel contestare, a ragion veduta, le scelte che non condivide così da incanalare il dissenso e far funzionare le istituzioni, governo incluso. Ripeto: l'opposizione agisce per contestare le scelte che non condivide. Ma il MES, come ha "osato" puntualizzare Conte, non è una sua scelta, non è una scelta del suo governo contro cui l'opposizione avrebbe potuto sentirsi chiamata in causa per dire la propria. Era, infatti, il 2011 quando il governo guidato da Berlusconi disse sì alla creazione di un Fondo Salva-Stati nel Consiglio europeo e all'Eurogruppo, disegno che poi venne approvato nell'agosto dello stesso anno. Allora la Lega era al governo e Matteo Salvini era europarlamentare del Carroccio, mentre la leader di Fratelli d'Italia era Ministro per la Gioventù per il Pdl. È vero che divenne definitivo il 2 febbraio 2012, dopo la ratifica degli allora 17 Stati membri della zona euro e quando era in carica il governo tecnico di Mario Monti, ma il MES fu confezionato e infiocchettato prima. Quindi che adesso Salvini e Meloni si dicano estranei a quanto hanno assistito attivamente è l'ennesima fake news di chi si trincera dietro il fantomatico ruolo di opposizione per dare il colpo di grazia a un Paese in avaria.

E di fronte a due mentecatti senza scrupoli che mandano tutto a buttane si chiede a Conte di rispettare l'etichetta? L'ha rispettata fin troppo a mio parere, lo ha spiegato con tutta la pacatezza di cui è capace: "Le menzogne ci fanno male, ci indeboliscono nella trattativa. Avevo chiesto all'opposizione di essere accomunati in questo senso di responsabilità. Le falsità che sono state dette RISCHIANO DI INDEBOLIRE NON IL PREMIER GIUSEPPE CONTE, NON IL GOVERNO MA L'INTERA ITALIA". Ieri sera il nostro Presidente del Consiglio non ha sferrato alcun attacco a chi si finge opposizione, né tanto meno ha replicato a titolo personale. Ha provato a difendere l'Italia, ancora una volta. A reti unificate.

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