• Maria Giovanna Cogliandro

"Sono dentro la mia mamma positiva al Covid, ma per qualcuno è solo un'extracomunitaria"




Ieri mattina il giornale online LaC News24 ha pubblicato una notizia dal titolo "Coronavirus, donna incinta positiva ricoverata al Pugliese di Catanzaro". Pronto il commento di una lettrice che ci tiene a far notare non si tratti di una calabrese: "Extracomunitaria, perchè non lo scrivete nei titoli?". Una domanda che fa rabbrividire e che non ho trovato altro modo per commentarla se non spingendo il piede sull'acceleratore della fantasia e immaginando cosa avrà pensato il bimbo che oggi cresce in quell'interregno felice, quando ha saputo che per qualcuno il ricovero della sua mamma in ospedale non dovesse destare tutta questa preoccupazione, perchè in fondo è solo un'extracomunitaria.





L'ho sentito con le mie orecchie, mamma. Giuro, è arrivata anche qui in fondo a questa caverna la notizia che tu non sei una mamma come le altre e io non sono una vita come un'altra. Noi due siamo extracomunitari e chi scrive sui giornali deve precisarlo da subito, sin dal titolo, se ad essersi ammalata di quel brutto virus che ha devastato il mondo, sei tu, mamma, e non un'italiana. Così la gente sta meno in pensiero, non si fa sfiorare dal dispiacere. Come se tu fossi meno mamma delle altre e io meno figlio di un altro. Come se non fossi anch'io quel miracolo che sbuca fuori dopo un viaggio lungo 9 mesi. Come se il nostro viaggio, mami, non ci fosse costato la stessa fatica di quello di una mamma e di un bimbo italiano. Come se i tuoi pianti facessero meno male e i tuoi sorrisi, immaginandomi tra le tue braccia, stringessero meno il cuore.

Ho paura a venire lì fuori, mami. E pensare che scalcio da mesi perché qui inizia a starmi stretto. Ho fretta di vedere il mio sorrisso tuffarsi nei tuoi occhi e il tuo nei miei. Non vedo l'ora di farmi guardare da te, mami. So che mi troverai irresistibile. Adesso, però, non so se è meglio restare qui dentro, al sicuro.

Oddio, che sto dicendo? No, no, non mi farò fregare, anche se in questi mesi ho visto più buio là fuori che qui dentro. Non mi farò fregare perchè in questo tempo infinito, che è solo nostro, mi hai dimostrato cos'è il coraggio. In fondo, mami, me lo hai detto anche tu: la vita è coraggio che fa a cazzotti con la paura. È la prima lezione che si impara qui dentro. E sì, non vedo l'ora di sperimentarla là fuori. Sarò un bimbo coraggioso, promesso. Perchè tu non hai dovuto sopportare nausee, mal di schiena, vampate di calore, stanchezza e sbalzi d'umore perchè un giorno io mi facessi fregare dalla paura.

Li combatteremo, mami, questi odiatori seriali. Li ho studiati in questi mesi di sbirciatine fortuite dal tuo ombelico. Da questo foro soffia il tempo. E qui c'è appeso un forse, un magari, un chissà che sgretolerà ogni triste visione pietrificata che gli odiatori seriali hanno costruito.

Ne vedremo delle belle, mami. Intanto voglio dirti una cosa: sono fiero di te. Chissà se qualcuno lo sarà mai di quella donna che ci crede meno mamma e meno figlio. Sì, mami, è una donna, come te. Ma tu con lei non c'entri nulla.

398 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti