• Maria Giovanna Cogliandro

Salvini prega insieme alla D'Urso, di cosa ci meravigliamo?

Aggiornamento: 16 apr 2020



Vedo che ancora restiamo stupiti. Come se fosse una novità. Ieri sera Matteo Salvini, ospite nel programma di Barbara D'Urso, mostrandosi afflitto ha voluto rivolgere un Eterno Riposo alle vittime del Coronavirus. Pregare è uno di quei gesti allo stesso tempo più umili e nobili. Ma... c'è purtroppo un "ma" se lo si fa per imbonirsi il pubblico, nel tentativo squallido di tentare di risalire quell'indice di gradimento che nell'ultimo mese è precipitato a causa di un virus che si è messo di traverso rubandoti la scena.

Però, siamo sinceri, da Salvini c'era da aspettarsela, tutta questa meraviglia mi meraviglia. In fondo Matteo Salvini ha dato, come è sua abitudine, sfoggio della propria insipienza. Stavolta lo ha fatto da un salotto televisivo che di certo non è noto per essere crogiolo di menti e, di conseguenza, argomentazioni brillanti. Ma ci siamo già dimenticati di quando esibiva il rosario in piazza durante i suoi comizi elettorali affidando la propria vittoria al Cuore Immacolato di Maria? Ci siamo già dimenticati di quando, quasi un anno fa, durante il grande raduno sovranista in piazza Duomo a Milano, in vista delle Europee, urlò dal palco, mentre persino i suoi se la ridevano sotto i baffi: «Ci affidiamo ai sei patroni di quest'Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli»?

Stiamo parlando di un tizio che invocava l'aiuto del cielo per vincere delle elezioni! E ricordiamoci anche che si tratta di un uomo con evidenti disturbi multipolari, uno che ama indossare le "divise" perché oggi si sente un pompiere, domani un poliziotto, dopodomani un alpino. Evidentemente, dopo il "successo" di Papa Francesco e della sua preghiera per la fine della pandemia, Salvini avrà capito che "marciare" sulla fede sarebbe stato un mezzo per recuperare lo spazio e, di conseguenza, il gradimento perduto. E così ha indossato la divisa del timorato di Dio per continuare a fare breccia sul vasto elettorato cattolico.

Ma a noi, caro Salvini, non importa se lei sia o meno credente, ciò che ci preoccupa è che sia credibile. Ed è quello che un giorno anche Dio giudicherà.



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