• Maria Giovanna Cogliandro

L'esercito degli infermieri neolaureati

"Siamo pronti!" è stata la risposta che centinaia di giovani infermieri neolaureati hanno dato a questa moderna chiamata alle armi. Le loro sedute di laurea sono state anticipate di un mese perchè l'Italia ha bisogno della migliore gioventù. E così, con ancora la corona dei festeggiamenti in testa, questi giovani infermieri hanno accettato di scendere in campo contro un virus che la corona non la merita affatto.

Imberbi ma coraggiosi, con un'avidità insaziabile di mettersi alla prova mista a un'intensità meravigliosa di sentimenti, hanno risposto "sì, signore!".

Un po' come i celebri "ragazzi del '99", ovvero quella generazione che nasceva mentre l’Ottocento finiva e che prestò il servizio di leva durante la prima guerra mondiale.

“I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico” dichiarò allora il generale Armando Diaz, che aggiunse, immortalandoli per sempre: “Li ho visti i ragazzi del ’99. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora”.

Anche loro furono chiamati a “resistere, resistere, resistere!” in un dei periodi più bui per l'Italia, la disfatta di Caporetto. Era necessario rinforzare l’ultima linea prima che fosse troppo tardi. L’arrivo di quei giovani soldati che giungevano con passo svelto ma poco marziale, impetuosi come il Piave che dovevano difendere, fu un’iniezione di coraggio e di tenerezza per i veterani, stanchi e demoralizzati da tre anni di conflitto sanguinoso in cui avevano dovuto fare i conti con il freddo, le malattie, la fame. E la nostalgia di casa.

Il contribuito di quei giovani freschi, spavaldi e generosi fu decisivo alla vittoria del Paese. A molti di loro furono assegnate medaglie d’oro al valore.

Oggi la storia ci ripropone, a distanza di anni, una di quelle situazioni che generano imprese grandiose. In un momento che invita tutti a resettarci, a riniziare partendo dal culto dei sentimenti più nobili, questi prodi infermieri stanno dando a tutti una meravigliosa lezione di vita. Ed è certo che loro che hanno virtuosamente obbedito da giovani, sapranno virtuosamente guidare questo Paese da vecchi.

L'Italia è di chi può difenderla e oggi loro sono i nostri piccoli soldati.



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