• Maria Giovanna Cogliandro

Immuni, l'app anticontagio che fa gridare al complotto



"Vedo la gente scema" direbbe il piccolo Cole del Sesto Senso. C'è chi è convinto che l'app Immuni potrà mettere in serio pericolo la nostra privacy. Un'app da utilizzare nella fase due del Covid così da evitare la diffusione del virus sta preoccupando terribilmente anche giuristi dell'ultima ora che considerano la questione "più che mai spinosa". Questo perché per poter effettivamente valutare i possibili contagi del virus sarà necessario tracciare gli spostamenti delle persone. E poco importa se è stato garantito che i dati saranno utilizzati in forma anonima e aggregata: c'è la privacy da tutelare. E lo scrivono su facebook! Lo scrivono le stesse persone che inviano bellamente ogni giorno i loro dati accettando di partecipare a test del tipo: "Cosa scriveranno sulla tua lapide?", "Che aspetto avresti se fossi un gatto?", "Chi eri nell'antichità?", "Come saresti se fossi del sesso opposto?", "Che aspetto avrai all'età di 92 anni?", "Quale dei 7 nani sei?", "Quanto è sporca la tua mente?" e mi fermo qui ma ce ne sono davvero tanti, altrettanto esilaranti. Per ricevere una risposta sul nulla cediamo i nostri dati. Ce lo hanno anche detto miliardi di volte che funziona così, ma chi se ne frega? Vuoi mettere la soddisfazione di scoprire che se mamma ti avesse fatta maschio saresti stata uguale a Brad Pitt!

Io non vi capisco, davvero. Ma avete anche solo una vaga idea di quanto Facebook conosca su amici, preferenze, sogni e bisogni dei suoi oltre 2,5 miliardi di utenti? Possibile che ignoriate che Google abbia una conoscenza perfetta di tutto quello che ogni giorno cerchiamo on line? Google sa riconoscere le nostre generalità, realizza un nostro profilo in base a come ci muoviamo in Rete così da proporci pubblicità assolutamente mirate che rasentano la personalizzazione su misura. Tutti coloro che utilizzano Google Maps, come anche le Mappe di Apple, inviano costantemente dati su dove sono stati, a che ora e per quanto tempo, che città hanno visitato, dove hanno mangiato o pernottato.

Per non parlare di Twitter che ha sviluppato una API (Application Program Interface) che consente a terzi di accedere a ognuno dei migliaia di tweet che ogni secondo vengono pubblicati e decifrare le emozioni contenute nelle informazioni testuali, aiutando imprenditori e politici a capire dove va il vento dell’opinione pubblica. Pensavate che Salvini si fosse alzato una mattina e avesse improvvisamente iniziato a odiare i migranti? No, ha semplicemente studiato lo schifo che siamo e si è adeguato. O, meglio, qualcuno lo ha studiato per lui e gliel'ha riferito.

E non serve avere Facebook o Twitter o uno smartphone per essere tracciati. Avete presente la carta fedeltà che fate strisciare alla cassa per poter usufruire delle offerte o per accumulare punti e ottenere la vostra bella padella in pietra lavica? Ecco anche attraverso la carta fedeltà cedete informazioni personalissime sulle abitudini di spesa, ovvero cosa acquistate, se siete ricettivi alle offerte, come pagate, a che ora e che giorno della settimana preferite andare al supermercato. Adesso che vi mettono a disposizione un'app per contenere il rischio di contagi, gridate alla violazione della privacy. Non ditemi che la vostra salute vale meno di una padella...



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