• Maria Giovanna Cogliandro

Gennaro e Alex, eroi di un paradiso perduto



Riescono a mettere d'accordo tutti. Sinistra, destra, stronzi, arcistronzi, sportivi e pantofolai. Gennaro Gattuso e Alex Zanardi danno nuovo vigore a quel mantra che abbiamo inutilmente ripetuto per l'intero lockdown: "andrà tutto bene".

Loro, scintillanti eccezioni che asfaltano la tracotanza e il livore che trasudano dal nostro limitato abbecedario, ci danno una lezione meravigliosa nella sua semplicità: non serve a niente piangersi addosso, la vita toglie, la vita da.

Due uomini che non scelgono mai la parte più conveniente, più comoda, ovvero quella di sentirsi la vittima. Due esempi positivi a cui ci si aggrappa per non cedere a un naufragio incombente ma piuttosto proseguire in una disperata ricerca di nuovi orizzonti, nuove possibilità.

Gennaro e Alex sono eroi di un paradiso perduto.

Essere eroi significa avere il proprio terreno, il proprio basamento non sotto i piedi ma sopra la testa e non aver vergogna a volgere lo sguardo al cielo che nulla toglie all'umano ma al contrario aggiunge.

Gennaro e Alex sono splendide interruzioni di un mondo in cui ristagna l'antibene che non è necessariamente male quanto piuttosto balordo impedimento al bene che, in fin dei conti, è la disfatta peggiore.

Insieme sono due fessure da cui irrompe un fascio di luce che ci salva dall'affondamento totale. Preziose rarità che ci fanno sperare che dall'altra parte della porta ci sia una realtà tranquillizzante, un piccolo salto di trionfo per questa umanità confusa, minacciata, esasperata, al limite.

Entrambi ci insegnano che è possibile ripiegare i giorni, anche quelli più bui, e riporli sullo scaffale dei trofei.

Entrambi ci salvano da un'orchestra che ci ha abituati a tutte le variazioni di lamenti e piagnistei. Ci salvano da quella triste cerimonia che ci ha trascinati nella notte delle nostre infinite distanze.

Gennaro e Alex sono dolci sussurri di insoliti linguaggi che tanto hanno in comune con quella beatitudine che si prova quando, stesi faccia in su a guardare il lucernario, si vedono a un tratto passare le zampette di un pettirosso e le nuvole che si diradono.

75 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti