• Maria Giovanna Cogliandro

Feltri andrebbe aiutato. Ma da uno bravo




Abbiamo abboccato ancora una volta, poveri mammalucchi! Ci siamo fatti rovinare la giornata dal solito saltimbanco affetto da incontinenza cronica e non mi riferisco a quella urinaria ma alla sua intemperanza nel linguaggio, al suo esibizionismo parolaio e piazzaiolo. "I meridionali sono esseri inferiori": tanto è bastato per scatenare l'ira funesta dei meridionalìdi.

Che Feltri sia ossessionato dal Sud è cosa arcinota, già mandata giù e smaltita. Il problema è che adesso non si tratta solo di ossessione. Adesso è diventata cecità narcisistica, una condizione ben nota in psicologia. Di cosa si tratta? Si tratta dell'incapacità di essere grati perché provare gratitudine significherebbe riconoscere il valore degli altri.

I meridionali si sono dimostrati indispensabili per fronteggiare l'emergenza Covid, e attraverso la loro professionalità, serietà e, non da ultimo, umanità hanno dato una grossa mano alla gente del Nord. Feltri, anziché essere riconoscente, si mostra irritato, infastidito, e questo perché il suo orgoglio è in pericolo. È sopraffatto dal sentimento di umiliazione per essere stato aiutato in qualcosa di cui il suo Nord aveva veramente bisogno ma, soprattutto, per essere stato aiutato da gente che da sempre considera inetta.

Quindi cosa è successo nella mente di Feltri? La scarsa stima di sé e il suo complesso di inferiorità latente, sono stati accentuati dal comportamento esemplare della gente del Sud. Ha avuto bisogno di loro e non riesce a tollerarlo. Vive questa situazione come se il Sud avesse sentito pena per lui (e per il suo Nord) e lo avesse guardato con compatimento. Non riesce ad accettare di dipendere, anche solo per motivi di emergenza, dal Sud, nel quale ha sempre proiettato il suo sé grandioso, arrogante ed egocentrico, volto a umiliarlo.

La vulnerabilità narcisistica, in alcuni casi, sfocia in atteggiamenti paranoici. Feltri è convinto che la gente del Sud abbia dato il proprio contributo per umiliarlo e dimostrare la sua inferiorità, per questo motivo, ogni volta che se ne presenti l'occasione, si scaglia contro di noi e cerca con ogni mezzo di metterci in cattiva luce.

Infatti, oltre ad aver dichiarato senza timore e dall'alto della sua saccenza che i meridionali sono esseri inferiori, nei giorni scorsi ha anche detto: "Il nord vuole riaprire per lavorare, non per suonare il mandolino". E, ancora, facendo sempre riferimento a un Nord impaziente di tornare al lavoro come se, invece, la gente del Sud goda a prendere la forma del divano: "Non si tratta di correre in strada a suonare il mandolino (aridaje con sto mandolino!), bensì di tornare in fabbrica pur con tutte le protezioni che evitino nuovi contagi". E poi l'affondo che è un capolavoro di linguistica prestata alla peggiore mafia: "Attenzione, manutengoli ingordi (che saremmo noi del Sud), a non tirare troppo la corda poiché correte il pericolo di rompere il giochino che fino ad ora vi ha consentito di ciucciare tanti quattrini dalle nostre tasche di instancabili lavoratori. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata".

Feltri sente che solo provando a distruggerci potrà tollerare la situazione, per lui umiliante. Tutta questa storia del virus gli ha assestato un brutto colpo, totalmente inaspettato e spiazzante che lo ha messo di fronte a una verità che non riesce ad accettare, ovvero "io, che facevo tanto il gradasso, devo ammettere che il Nord ha avuto bisogno del Sud". E non solo: il Sud, quel Sud indocile e recalcitrante alle regole, ha dimostrato, invece, di saperle rispettare, ancor più del Nord. Quel Sud perdigiorno e accattone ha dato prova di sapersi rimboccare le maniche e salvare l'Italia. Una verità scomoda, indigeribile da chi è affetto da cecità narcisistica.

Feltri è stato messo di fronte al naturale rapporto di dipendenza tra Nord e Sud. Per ringraziare il Sud dovrebbe possedere un senso positivo e stabile di se stesso. Perché solo chi si sente sicuro del proprio valore non sente minacciata la propria integrità quando mostra riconoscenza a qualcuno.

Per questo dico che Feltri non andrebbe radiato, ma innanzitutto curato.

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