• Maria Giovanna Cogliandro

Calabria zona rossa? È da mo!



Si è affacciato all’esterno della cittadella regionale per cercare di placare gli animi dei manifestanti contro la decisione del Governo di dichiarare zona rossa la Calabria. “Io sono qui per una sciagura – ha urlato Nino Spirlì riferendosi alla morte prematura di Jole Santelli – non sono stato eletto”. Lo sappiamo benissimo caro Signor Spirlí che lei non è stato eletto ma è lì per, come si dice da noi, opera e virtù dello Spirito Santo. E non mi riferisco alla morte della cara Jole ma alla decisione della stessa di nominarla nella sua Giunta, addirittura come vicepresidente! Quando, però, la povera Jole ci ha lasciati e malauguratamente le è toccata in sorte la funesta occasione di prendere il suo posto, se riteneva di non esserne all'altezza, avrebbe dovuto rinunciarci, agendo così da gran Signore, quale ama definirsi. Perché altrimenti, vede, la sciagura non è solo sua ma finisce per travolgere anche noi. Non che finora ci abbia lasciati illesi. Sebbene, infatti, qualcuno finga di scoprire tutt'a un tratto di trovarsi da domani in una zona rossa, è da mo che ci siamo dentro fino al collo! Per essere più precisi, ci siamo dentro da quando abbiamo scelto di rassegnarci, da quando ad ogni ingiustizia, ad ogni esempio di malgoverno, ad ogni violazione dei diritti, quello della salute in primis, abbiamo dato sempre la solita giustificazione: "da noi funziona così". Siamo noi per primi a dare forma, sostanza e ragion d'essere a un "da noi" diverso da tutto il resto. Ci siamo confinati e comodamente accampati da soli in una zona rossa. Ma da anni! Adesso diamo la colpa a un governo che intende darci una svegliata. Che ci mette di fronte a un'amara verità: voi calabresi anche in una situazione di non emergenza siete in una zona rossa. E non è colpa del virus, è colpa di tutte le volte che avete abbassato la testa ai soprusi, che quando una terribile malattia ha colpito voi o le vostre famiglie avete preferito scappare da questa terra incapace di assistervi, senza pretendere di ricevere cure adeguate a casa vostra. Smettendo di pretendere abbiamo autorizzato i politici, tutti, a non dare, a trastullarsi nell'ozio più beato. Ne è prova lampante il fatto che non siano riusciti a spendere i milioni stanziati per affrontare l'emergenza Covid. A marzo era stata messa su una Task Force a supporto dell’Unità di crisi regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria, che cos'ha fatto per evitare la zona rossa? Allora si favoleggiava promettendo addirittura 400 posti in più in terapia intensiva, ne sono stati creati solo 6. Ci si è anche spinti a inventare nuove figure, gli infermieri scolastici, anziché inviare infermieri in ospedale! E adesso scendiamo in piazza perché ci chiudono per due settimane per evitarci di crepare? Abbiamo un tempismo nell'invocare i nostri diritti! Noi calabresi in questa palude rossa stagniamo da tempo ormai e non servirà a nulla questo patetico, ipocrita e quanto mai tardivo guizzo di rettile a tirarci fuori. Per uscire da questo pantano putrescente, occorre smantellare da cima a fondo la sanità, insieme alla politica, e occorre farlo al grido di "da noi non funziona più così"!

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